I.
IL POETA
Scrivo con lena,
scrivo senza scampo
e senza tempo;
scrivo ancora una volta
da un esilio, scrivo
ad un mancato appuntamento
e alla verità immanente;
a quello che mi sovrasta.
Scrivo gradualmente
con pura indifferenza
ciò che mi aggrada,
o mi tormenta;
scrivo spettrale testimone
di una oscura reminescenza.
Scrivo del tutto e del nulla
che accade,
della memoria
che allenta i sensi;
scrivo alla vita
infitta nel suo dilemma,
scrivo di casi, tempi:
scrivo e m’acquatto
tra pareti e ghigni.
Scrivo per un
sé esistente
che si perde,
che sa e non sa,
e avanza cautamente.
Carlo G. Zizola