POESIE DEL MESE











MARZO 2010







I.

IL POETA


Scrivo con lena,
scrivo senza scampo
e senza tempo;
scrivo ancora una volta
da un esilio, scrivo
ad un mancato appuntamento
e alla verità immanente;
a quello che mi sovrasta.
Scrivo gradualmente
con pura indifferenza
ciò che mi aggrada,
o mi tormenta;
scrivo spettrale testimone
di una oscura reminescenza.
Scrivo del tutto e del nulla
che accade,
della memoria
che allenta i sensi;
scrivo alla vita
infitta nel suo dilemma,
scrivo di casi, tempi:
scrivo e m’acquatto
tra pareti e ghigni.
Scrivo per un
sé esistente
che si perde,
che sa e non sa,
e avanza cautamente.

Carlo G. Zizola




II.

RAREFATTA E' L'ARIA IN QUESTA COLMA STANZA
rarefatta è l'aria in questa colma stanza,
senza spirito, avvolta con corpo aperto,
le viscere dell' uomo che rappresenterai,
passata è la madre sulla pelle.

Michele Fezzi




III.

IL VENTO
Solo quando sento ….
il fruscio del vento
mi sento appagata
e…felice…………..
dentro di me
non ho stonature
ma soavità
musicali
equilibri perfetti
attingono e danno vita….
a danze sospese tra …….
la vita e la morte…….
e ascolto……suoni lontani
come stranieri
che mi annunciano
che non ho nemici.

Gabriella Battistin














FEBBRAIO 2010







I.

CANTO DI UN PARAGONE FORZATO


Gioite, pastori, la cabala è in festa...
Nascosta tra la brulicante civiltà di una terra senza patria,
la felicità si muove fra gli arcani del simplesso,
e danza sulle luminarie nude di sogni sazi di fantasia.
E' nato, tra le rive natìe di artisti di strada ubriachi
nelle parole bruciate da una generazione sbagliata,
il piccolo pargolo dormiente nella culla dei popoli avversi.
Ora siedo qui, tra la paura di seguire un'utopia
e l'ambizione di essere me stesso,
stella psichedelica in una galassia spenta.

Daniele Meloni




II.

IL PROMONTORIO
Il promontorio nella foschia notturna,
un fantasma guercio immerso
in un odore di salsedine
sempre in attesa di una folata di vento
lungo spiagge contorte dal dio del mare.
Le alghe, sbalzate da flutti spumosi,
si aggrappano ai piedi
in una quiete stesa tra nuvole
flessuose figlie del tempo,
il torpore acquieta i sensi
il minuscolo mondo degli amori
il dilemma improvviso
nell’attesa che la vita si pronunci
se “ è un dono, o un fato
il ricominciamento”
in un’esistenza che s’impigrisce
con amara tenerezza
nelle forme opache del giorno,
nel vento che suona tra le scogliere,
o s’inabissa nel petto
in una bufera, in un naufragio.

Carlo G. Zizola




III.

IL TRATTO DELLA MIA VITA
Il tratto della mia vita:
foglie cadono a pezzi
lacrime dagli occhi
in questo tappeto di gocce
chiamato oceano
di un verde
che dicono sia speranza
L'autunno in me
Nostalgie
I tempi passati
Sono io...sola con me stessa
Parlo a tratti
nella mia vita
che cade a pezzi
costruisco linee
d'incontri in un sottile foglio
di frutti e fiori
intanto sono
(solo)
una farfalla morta.

Lil














GENNAIO 2010







I.

PER LEI


Per lei

Lontano

Guardavi

Il futuro

Maturo

E di gioia

Assente

È il presente

La noia

Che resta

Nient’altro

Da fare

Che andare

Lontano

Da lei.

Giulio Jazz




II.

COME UN INDIANO
Come un indiano su rotaie
appoggio la testa sull’asfalto
per succhiare qualche segreto
di posteriorità.

Una suola mi comprime a terra,
alzo lo sguardo:
macchia di caffè
e cappello nero...

è la Morte!

In divisa da lavoro
snella e affascinante
a tratti conturbante
direi beati loro!

In lacrime ammetto la mia colpa,
lei occhi gonfi e postura goffa
mi sussurra all’orecchio:
domani mi licenzio.

Giulio Jazz




III.

E' VIETATO ENTRARE
E' vietato entrare
a chi mi vuol bene
nel bar in cui passo
gran parte del tempo.

L'amore che non merito
è la prova schiacciante
della mia colpevolezza.

Non abbiate fiducia nell'uomo-
cactus, né perdonatelo.

Se mi stringi, ti pungi.

Giulio Jazz




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