II.
IL PROMONTORIO
Il promontorio nella foschia notturna,
un fantasma guercio immerso
in un odore di salsedine
sempre in attesa di una folata di vento
lungo spiagge contorte dal dio del mare.
Le alghe, sbalzate da flutti spumosi,
si aggrappano ai piedi
in una quiete stesa tra nuvole
flessuose figlie del tempo,
il torpore acquieta i sensi
il minuscolo mondo degli amori
il dilemma improvviso
nell’attesa che la vita si pronunci
se “ è un dono, o un fato
il ricominciamento”
in un’esistenza che s’impigrisce
con amara tenerezza
nelle forme opache del giorno,
nel vento che suona tra le scogliere,
o s’inabissa nel petto
in una bufera, in un naufragio.
Carlo G. Zizola